COMUNE DI BRESCIA E TUTELA DEGLI ANZIANI: ECCO IL PROGETTO: “TA MA FREGHET MIA”

– di Luludia Pitti – Gli anziani vanno rispettati e amati. Non truffati. Per sensibilizzarli e metterli all’erta il Comune di Brescia, tramite il Servizio Sicurezza Urbana del Settore Polizia Locale, ha predisposto il progetto “Ta ma freghet mia – anziani protetti, sicuri e informati”, che ha ottenuto un finanziamento di 49mila euro dal Ministero degli Interni.
 
L’esecuzione è stata affidata alla Cooperativa Il Mosaico di Lumezzane, ha avuto inizio dal mese di marzo e prevede una serie di azioni per l’attuazione delle quali sono state impegnate professionalità diverse: psicologo/psicoterapeuta, vittimologo, esperto in materie criminologiche.
 
“Dalla fine del mese di maggio, compatibilmente con la situazione sanitaria, sarà organizzata una serie di incontri di formazione in presenza rivolti a cittadini e a operatori di vari enti che possono entrare in contatto con persone anziane – commentano dal Comune di Brescia -. Saranno organizzati anche momenti di informazione e sensibilizzazione ad ampio raggio della cittadinanza con incontri on line con i Consigli di Quartiere e con le associazioni e poi, da giugno, in presenza, grazie anche alla collaborazione del settore Servizi Sociali. Il progetto terminerà con la fine del mese di ottobre del 2021”.
 
Il progetto è articolato e mirato non solo a mettere all’erta le possibili vittime, ma a conoscere la popolazione anziana della città e il tipo di reati perpetrati a danno delle fasce più deboli. Saranno potenziati gli spazi di ascolto, di orientamento e di sostegno delle vittime, per un efficace superamento degli effetti negativi derivanti dal reato subito, grazie al supporto di psicologi e psicoterapeuti.
 
Le attività andranno a implementare quelle già attivate da tempo a livello di sensibilizzazione e informazione tramite il contatto con le persone che per età rappresentano le potenziali vittime.
 
Inoltre, è attivo da anni uno sportello che riceve le denunce per reati predatori ai danni di persone ultrasessantenni, fornendo sostegno psicologico e riconoscendo un contributo economico (per determinate fasce reddituali) a ristoro dei danni subiti.
 
Si prevede di realizzare delle attività nel campo della giustizia riparativa che mettano a confronto gli autori di reati ai danni degli anziani con le vittime, per far comprendere le pesanti conseguenze, anche psicologiche, delle loro azioni.
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