Indagine conoscitiva del Centro Studi Lino Poisa: gli artigiani promuovono il Servizio Sanitario Bresciano

Utile e di stimolo per i presidi del Servizio Sanitario: per migliorare ancora, nonostante i livelli di gradimento in ulteriore crescita, in piena emergenza Covid-19. Così si presenta l’indagine realizzata dal Centro Studi di Documentazione e Ricerca Lino Angelo Poisa di Associazione Artigiani di Brescia e Provincia, guidato da Enrico Mattinzoli.

Il metodo sistemico ha analizzato le strutture degli Spedali Civili BresciaMontichiariGardone Valtrompia; Ospedale Desenzano del GardaGavardoLenoSalòManerbio; Ospedale di Chiari OrzinuoviIseo; Ospedale di Edolo Esine e  A.T.S. (ASL), portando alla luce un netto miglioramento rispetto al 2018, anno dell’ultima rilevazione.

mappa ospedali

L’analisi, divenuta poi oggetto di studio statistico, sul gradimento degli artigiani della provincia di Brescia in merito alla qualità del Servizio Sanitario si è svolta tra febbraio e marzo 2021. “Sono state campionate – ha sottolineato il presidente di Associazione Artigiani, Bortolo Agliardi1500 aziende artigiane della provincia di Brescia, portando all’attenzione il giudizio relativo al Servizio Sanitario nel Presidio Ospedaliero pubblico pertinente al proprio bacino d’utenza.”

Il giudizio finale, basato sui dati statistici, è positivo: unica nota negativa, il tempo di attesa per le visite specialistiche, in parte giustificata dalle modalità attuative di prevenzione al contagio, oltre che per la pressante attività nel comparto Covid. Al contempo, rispetto alle rilevazioni sull’A.T.S. scendono leggermente i giudizi positivi, da una media dell’ 80,0% del 2018, al 76,0% dell’ultima rilevazione.

Il direttore del Centro Studi, Enrico Mattinzoli, sottolinea: “L’indagine si riferisce a qualità e gradimento, attraverso un meccanismo più laborioso di raccolta dati. Siamo andati a recuperare Comune per Comune le categorie, con una visione specifica dei settori in funzione dell’argomento. Il dato che rilevo è che i bresciani sono molto pazienti e responsabili, soprattutto in merito ai ritardi nella prenotazione delle visite. Non si lamentano, spiegano questi problemi particolari con il momento difficile che stiamo vivendo. Positivo il giudizio su Ats di Brescia che non solo funziona, ma offre spesso anche un servizio di consulenza e indirizzo alle imprese. I dati sono complessivamente in miglioramento: Brescia isola felice, lo posso dire”. 

L’Indagine documenta che, nonostante la pressione a cui sono stati sottoposti i Presidi Sanitari bresciani nel 2020 la qualità delle cure, a distanza di tre anni, risulta in netto miglioramento. Sono infatti il 70,0% in media (rispetto al 60,0 % del 2018) gli artigiani che danno un giudizio positivo sul Servizio Sanitario degli Ospedali bresciani.

Al primo posto in assoluto per quanto riguarda le singole strutture, gli Spedali Civili di Brescia, con il valore maggiore di gradimento con l’86,0% (rispetto al 67,0% del 2018). Non a caso nella classifica World’s Best Hospitals 2020 redatta da Newsweek per quanto riguarda l’Italia, il Presidio Ospedaliero Spedali Civili di Brescia è al 12° posto, peraltro unico Ospedale bresciano nella classifica. In diminuzione, anche se persiste un tasso di basso gradimento, i giudizi poco positivi e per niente positivi: riduzione dal 55,0% al 43,0% per l’Ospedale di Desenzano del Garda, dal 40,0% al 32,0% per l’Ospedale di Gavardo, fino al 27,0% – dal precedente 32,0% – per il polo di Manerbio.

Complessivamente per Aree Territoriali i giudizi negativi, anche se in miglioramento, vedono ancora il Garda con la percentuale più alta, si attestavano al 34,0% nel 2018, scendono al 29,0% nel 2021. 

“Questa operazione vuole presentarsi come un utile strumento di conoscenza del territorio – è il parere univoco di Agliardi e Mattinzoli – oltre che uno stimolo per le strutture sanitarie a ricercare ulteriori spazi di miglioramento, considerando anche l’ultimo Rapporto BES dell’Istat riferito al 2020, in cui è emerso come le trasformazioni in atto dovute alla pandemia abbiano evidenziato una fragilità del Sistema Sanitario d’Italia. Una misura di sofferenza riscontrata anche nel contesto bresciano, a fronte della riorganizzazione a fronte della riduzione di fondi, in atto da alcuni anni”.

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