Barbara Padovani, assessore a Montichiari, lancia la campagna per dire “no” alla violenza contro le donne

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La campagna contro la violenza nei confronti delle donne, di forte impatto e capace di scuotere l’anima, arriva dall’Assessorato alle Pari Opportunità di Montichiari, nel Bresciano, guidato da Barbara Padovani. Il 25 novembre l’inizio: nelle immagini, studiate con cura, sono stati fissati i volti di donne, rappresentanti in Consiglio comunale e delle dipendenti comunali. La location è stata lo stesso municipio. Massima semplicità nell’abbigliamento, perché di fronte alla violenza non esistono persone importanti o meno. Tutte le donne sono uguali e spesso, dentro le mura di casa, anche delle case più, all’apparenza, per bene, accadono vicende tremende. Lo shooting è stato affidato, per una precisa volontà di Barbara Padovani a sole donne e di tre studi locali: Fenaroli Atelier Fotografico, Click & Cadeau e Fotografi Mariani.

Altrettanto interessante la serie di frasi che verranno scoperte a livello territoriale: le solite espressioni che usano alcuni uomini,  uomini?, quando vogliono preparare la violenza, giustificarla, motivarla. “”Come ti vesti?”, “Non vali niente”, “Stai zitta”. Sono frasi che arrivano da donne che hanno subito violenza e ora sono nelle “case rifugio”.

“Mai come quest’anno – spiega Padovani – è importante far luce sulla tematica: durante la pandemia purtroppo le aggressioni a donne non si sono fermate, anzi, complice la permanenza con il proprio aguzzino la situazione è peggiorata e si è amplificata. A ciò si aggiunga il fatto che spesso non si sono potute aiutare le vittime di abusi conducendole in case rifugio per il rischio contagio da Covid. Ecco perché ho deciso di dare vita a una campagna particolare in collaborazione con la Rete Antiviolenza di Tessere Legami e Chiare Acque e per la quale ringrazio Elena Rocca (responsabile delle iniziative sociali nell’ambito distrettuale 10) che ha fatto da tramite. Abbiamo così potuto apprendere che al di là dell’etnia, della religione, del ceto sociale, l’uomo violento è tale sempre e la donna che subisce si trova a patire le stesse offese qualunque sia il contesto territoriale in cui è inserita. Volutamente in calce ai manifesti è stato inserito il numero di telefono della ‘Rete’ a cui rivolgersi per un consulto o per segnalare una situazione che potrebbe presentarsi come ‘critica’ ”.

“Il mio grazie” – conclude Barbara Padovani – “va al vicesindaco Angela Franzoni, alle sette consigliere, alle trentuno dipendenti comunali e alle fotografe che hanno aderito spontaneamente e con entusiasmo, a significare che l’unione fa la forza e ci consentirà, ne sono certa, di salvare altre donne dalla violenza”.

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