Associazione Artigiani: “Covid19, programmare subito interventi strutturali per il dopo emergenza”

La Situazione Congiunturale relativa al II Semestre 2019 è stata fotografata tra il 10 e il 19 Febbraio, ovvero ancora al netto del manifestarsi in tutta la sua prepotenza del frangente Covid19 e rappresentava un contesto, per quanto riguarda le Imprese Artigiane, non così avverso come i dati ripresi per il Settore Industriale.

Resta comunque preoccupante la continua e costante diminuzione delle Imprese iscritte alla C.C.I.A.A. di Brescia che negli ultimi 10 anni sono passate da 120.458 del 2009 a 117.576  al 31.12.2019 riducendosi di 2.882 unità.

Ancora più pesante è il dato relativo alle Imprese Artigiane bresciane passate da 38.557 del 2009 a  33.617 nel 2019,  ovvero una diminuzione di 4.940 unità pari al 12,81% in meno. Stabile per l’86,00% delle Imprese intervistate, la Mano d’Opera Occupata con un moderato Aumento nei Settori della MECCANICA (26,00%) ed una Diminuzione per quasi una Azienda su tre nel Settore TESSILE (32,00%). Quanto al Reddito di Cittadinanza, i dati confermano la previsione del nostro  Centro Studi  ovvero il provvedimento non ha prodotto gli effetti che i suoi sostenitori immaginavano. Su un totale di 1,2 MLN di beneficiari del sussidio, solo il 4,2% ha trovato occupazione. Risulta difficile infatti che i “navigator” creino nuove opportunità di occupazione in contesti dove l’offerta di lavoro è inesistente. Pesante e tutt’ora irrisolta la piaga dell’Abusivismo che colpisce da troppo tempo anche la nostra provincia in particolare nei settori delle Imprese di Pulizia, di Trasporto Terzi Taxi e NCC,  Giardinaggio, Estetica e Manicure. Gli Abusivi inoltre hanno accesso al Reddito di Cittadinanza creando un ulteriore danno a tutto il mondo del lavoro. Per il Presidente dell’Associazione, Bortolo Agliardi, risulta fondamentale oltre ad affrontare l’emergenza, programmare sin da subito la ripresa con Riforme Strutturali che attendono di essere attuate da troppo tempo: 

Semplificazione.  L’Associazione Artigiani ha da tempo presentato al Parlamento numerose proposte di Intervento Normativo tra cui: le Modalità di Richiesta della Cassa Integrazione Ordinaria, sul Licenziamento di Lavoratori assunti a Tempo Indeterminato, sulle Dimissioni attraverso l’Utilizzo della Procedura Telematica, sulla Modifica del SUAP Sportello Unico delle Attività Produttive, sui Premi INAIL per gli Artigiani senza dipendenti, sull’Invio Telematico dei Corrispettivi,  sui Tempi Standard dei Ricorsi Amministrativi, sul Lavoro Intermittente a Chiamata, sul Naspi e Contributo di Licenziamento, sul Credito d’Imposta, sul Ravvedimento Operoso, sul Regime di Cassa, sulla Legge Delega di Riforma della Crisi d’Impresa, sull’Abusivismo, sugli ISA Indici Sintetici di Affidabilità Fiscale, sulla Formazione alla Sicurezza nei Luoghi di Lavoro, solo per citarne alcuni.

Sblocco delle Opere Pubbliche. Sono oltre 600 le opere pubbliche bloccate nel nostro Paese, cantieri fermi a vario titolo per un valore complessivo di 24 miliardi di euro, anche se qualche passo in avanti è stato fatto con il DL Sblocca Cantieri attraverso la Deroga al Codice degli Appalti che prevede l’affidamento diretto sino a 150ML Euro.

Aumento della produttività. Il Pil prodotto da ogni lavoratore italiano nel periodo 2000-2017 è aumentato del 4% rispetto alla Germania + 61%, alla Francia +15,8% e alla Spagna +18%. Rispetto alle ore lavorate per addetto nel periodo 1961-2017 sono calate in Germania del 38% (2.181 a 1.353) e del 20% in Italia (da 2.172 a 1.722). L’Ocse sottolinea come la produttività è una questione di «lavorare in modo più intelligente» più che semplicemente «lavorare di più» e riflette la capacità di un’azienda di produrre di più, combinando meglio i vari fattori della produzione attraverso nuove idee e innovazioni tecnologiche come pure dei processi e dell’organizzazione.

Destinare più risorse per Formazione e  Digitalizzazione. In Italia i Centri per l’Impiego sono stati il tramite solo del 2,3% (la media dei Paesi Ocse è quasi quattro volte) di nuova occupazione nel resto d’Europa Francia Germania e UK l’incrocio tra domanda e offerta avviene sul Web su base nazionale.

Aumentare la capacità progettuale delle nostre Istituzioni. Nel Piano 2014-2020  l’Unione Europea ha stanziato per l’Italia oltre 42MLD di Euro che in aggiunta a circa 31MLD di co-finanziamento nazionale rappresentano  73MLD di Fondi Strutturali disponibili su progetti di Crescita e Occupazione, Ambiente e Agricoltura. Al 2018 l’Italia aveva speso solo il 3% dei fondi disponibili (la media Europea si attesta al 13%).

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