Biotech: con 5,5 mld di fatturato Lombardia leader in Italia

Sono 181 le imprese e 160 milioni il monte investimenti in R&S

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La Lombardia, area preminente del tessuto industriale italiano e centro finanziario nazionale, si conferma la prima regione in Italia per numero di imprese biotech (181, pari al 28% circa del totale), per una incidenza sempre maggiore negli anni sul fatturato biotech totale (oltre 5,5 miliardi di euro, 48% circa del totale) e per investimenti in R&S intra-muros, ossia svolta direttamente dalle imprese, all’interno delle proprie strutture e con proprio personale (oltre 160 milioni di euro, pi? del 30% del totale).

Negli ultimi due anni Regione Lombardia ha investito oltre 54 milioni di euro per accordi di ricerca e innovazione nei settori salute e life sciences. La Lombardia è leader nazionale nel settore farmaceutico e assorbe metà degli occupati del settore nazionale con 28.000 unità. Nel Programma Strategico Triennale sono previsti ulteriori 750 milioni nei prossimi tre anni.

Settore localizzato per l’80% al Centro-Nord

L’insediamento delle imprese di questo settore fondamentale nell’economia italiana appare diffuso su tutto il territorio nazionale, anche se risulta localizzato per oltre l’80% nel centro-nord del Paese e quasi il 90% del fatturato realizzato da attività biotech si concentra in sole tre regioni: Lombardia, Lazio, Toscana.
Dopo la Lombardia giocano un ruolo primario la Toscana per investimenti in R&S (oltre 110 milioni di euro, oltre il 20% del totale) e il Lazio, per fatturato (oltre 2,5 miliardi di euro, quasi 24%).

Il settore biotech raccoglie imprese attive nello studio, sperimentazione e sviluppo di tecnologie molteplici con diversificati ambiti di applicazione. I principali mercati di sbocco sono costituiti da salute, industria e ambiente, agricoltura e zootecnia. La componente dedicata a medicina e salute presenta il maggior grado di sviluppo, registrando la metà delle imprese censite, l’88,5% degli investimenti in R&S biotech intra-muros e generando quasi tre quarti del fatturato dell’intero settore biotecnologico (74%).

Il biotech italiano investe fortemente su quelle patologie che non trovano ancora risposte terapeutiche adeguate, come quelle in ambito oncologico, o di crescente rilievo clinico ed epidemiologico, anche in relazione al generale invecchiamento della popolazione, come le malattie neurologiche e degenerative. Grandi investimenti sono indirizzati anche verso le malattie infettive e lo sviluppo di vaccini.

Quelli delle malattie rare e delle terapie avanzate sono tra i settori di eccellenza del biotech italiano: da un lato, infatti, la nostra ricerca accademica vanta il maggior numero di pubblicazioni scientifiche in materia di malattie rare; dall’altro dei nove prodotti di terapia avanzata attualmente autorizzati al commercio in Ue, ben 3 sono frutto della R&S italiana.

Comunicato stampa

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