Frutta bresciana: ciliegie -80%. Preoccupa moria kiwi

0
31

Le anomalie climatiche di questa primavera si ripercuotono sull’intera filiera legata alla produzione e alla commercializzazione di frutta che, secondo dati della Provincia di Brescia, elaborati da Coldiretti, si sviluppa su una superficie totale di 831 ettari destinati principalmente alla produzione di mele con 102 ettari, actinidia con 86 ettari, pesche con 76 ettari, albicocche 13 ettari, prugne susine 12 ettari e ciliegie con 18 ettari.

“La produzione di ciliegie quest’anno è completamente compromessa – interviene Stefano Rocco titolare dell’azienda agricola “Le Campane” a Brescia – a causa dei continui sbalzi termici, della grandine e del forte vento, la perdita supera l’80% della produzione con gravi ripercussioni sull’intera filiera aziendale. Ci troviamo di fronte a una delle stagioni più critiche mai riscontrate, anche a causa dell’invasione di insetti “killer” non autoctoni come la cimice asiatica e la drosophila suzukii, il cosiddetto moscerino dei piccoli frutti, insieme alla diffusione di batteriosi e malattie spesso dovute alle basse temperature e all’umidità”.

Altra fonte di preoccupazione per la produzione frutticola bresciana è la “moria” dei kiwi, patologia che porta a un progressivo deperimento della pianta fino alla sua morte, che ha già toccato numerose aree del Nord-Italia. Tra le cause di questa grave malattia ci sono anche gli sbalzi termici, l’umidità e il maltempo, che provocano una ulteriore carenza di ossigeno alle radici della pianta.

Stefano Rocco – precisa Coldiretti Brescia – da alcuni mesi è stato eletto  presidente di ABO, l’associazione bresciana degli  ortofrutticoltori: “Come rappresentante di un’associazione che raccoglie diversi produttori legati al mercato della frutta, della verdura e dell’agroalimentare made in Italy, non posso che confermare il nostro impegno per superare al meglio anche queste situazioni di difficoltà, continuando a offrire ai consumatori bresciani prodotti freschi e di qualità. Che si tratti di ortomercato o di vendita diretta, i prodotti di alta gamma sono una fondamentale leva competitiva di fronte a consumatori sempre più esigenti”.

Doverosa, in tal senso, la riflessione sulle abitudini di acquisto: la maggiore richiesta di prodotti italiani può aiutare il comparto ortofrutticolo a invertire quel trend che vede sui banchi dei supermercati tante proposte straniere. Un cambiamento che passa attraverso la sensibilizzazione dei consumatori e le partnership con la grande distribuzione sul territorio, per valorizzare prodotti freschi, buoni e che percorrano meno km possibili.

Comunicato stampa

- pubblicità -