“Recyclage cafè”: concept di un nuovo tipo di ristorazione

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A Moniga del Garda ha preso forma 4 anni fa il progetto “Recyclage Cafè”, un nuovo modo d’intendere e fare ristorazione. La location, stravagante quanto romantica, è quella d’una falegnameria cui Luigi Lecchi, il poliedrico proprietario, ha inteso mantenere tutto il fascino “industrial”.

All’interno dei grandi ambienti trovano spazio materiali e arredi riciclati ad hoc. Non pensate però all’ormai abusatissimo “vintage”: quello del Recyclage café (locus nomen, verrebbe da dire) è una filosofia in cui l’orpello non è mai abusato o messo a casaccio. Ogni mobile ha una ben precisa personalità, ogni oggetto parla del saper fare artigiano e si distingue narrando in silenzio la propria storia.

Una commistione, quella degli allestimenti, che ci è piaciuta quanto lo stesso concetto ibrido di servizio del cafè. Lecchi ha voluto creare infatti un luogo d’incontro e condivisione, un’agorà che vede tra gli altri, sotto lo stesso tetto industriale, l’attività del “Biciclettaio Matto” Mauro Bresciani, il “Bruto” (barberia e parrucchiere) e perfino un salone di tatuaggio.

Cambia così anche il ruolo della ristorazione, rinnovandosi in un futuro che, secondo l’imprenditore, non può dissociarsi oltre dall’aggregazione e dal recupero dai cari, vecchi esercizi di prossimità. Deve essere inclusiva, coinvolgente, complice: bevi un caffè o un aperitivo, leggi un libro, al bisogno puoi tagliare i capelli, scambiare due chiacchiere sulle insolite bici appese al soffitto o fare conoscenza fra i tavolini d’antan, conversare all’ombra della moto in stile “Indian” che fa bella mostra di sé all’ingresso. Di più: puoi startene in buona pace a guardarti intorno, a goderti il clima liquido d’una cultura del lavoro che parla di sè e fra sè, conversazioni ormai troppo spesso abbandonate.

Recyclage Cafè è insomma già sulla buona strada per diventare un pezzo di storia del basso lago e, “riciclandosi” per il piacere degli avventori, cresce e si riconfigura, guadagna nuovi spazi e servizi. Ecco che l’ultimo, una sorta di locanda, potrebbe vedervi sorseggiare un chiaretto in bicchieri di cristallo attorno ad una vecchia vasca da bagno che tiene le bottiglie in fresca, oppure gustare piatti della tradizione (nel menu non manca mai il carrello dei bolliti) mentre si attende che la musica dal vivo, esperanto dello stare insieme, coinvolga tutti in una nuova serata.

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