Giovani Confcommercio: serve meno incertezza

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“Siamo preoccupati perché l’economia è in rallentamento e gli andamenti dello spread e il loro impatto sui conti pubblici possono produrre ripercussioni importanti sul sistema produttivo. Ma siamo preoccupati anche e soprattutto per la recente bocciatura della manovra economica da parte dell’Europa”.

Sono le parole di Andrea Colzani, presidente dei Giovani imprenditori di Confcommercio, pronunciate a Sirmione, al Palazzo dei Congressi, aprendo i lavori dell’XI Forum dell’associazione.

“Le imprese – ha proseguito – per tornare ad investire hanno bisogno di una prospettiva meno incerta. Bene ha fatto il governo a scongiurare l’aumento dell’Iva perché questo sarebbe stato letale per la domanda interna, ma rimane un’incognita il destino della nostra manovra che contiene peraltro alcune cose condivisibili, come la flat tax, e altre, invece, un po’ meno, come il reddito di cittadinanza. Incertezza e sfiducia che sembrano il sentimento dominante oggi tra i giovani imprenditori visto che solo 1 su 3 è convinto che nel prossimo futuro ci sarà spazio per un giovane che voglia fare impresa con le proprie forze”.

Le necessità

“Abbiamo bisogno, soprattutto per le imprese del terziario e quelle giovani, di una prospettiva di crescita più robusta e diffusa. Ecco perché – ha sollecitato Colzani durante il suo intervento –  chiediamo politiche per il terziario di mercato più attente a questo segmento imprenditoriale. Meno burocrazia e meno tasse che sono i problemi che da sempre riducono le potenzialità espansive della nostra economia e delle nostre imprese. Ma al di là di questi difetti strutturali, in questa fase abbiamo bisogno, nello specifico, di una maggiore deducibilità degli interessi passivi che gravano sulle imprese, misure per il lavoro. Evitando errori fatti in passato come la cancellazione dei voucher, che ha tolto molte chance sia agli imprenditori che ai lavoratori”.

L’ottimismo

“Ma c’è una nota di ottimismo nel futuro – ha concluso il presidente dei Giovani imprenditori di Confcommercio – che è quella di una nuova generazione di giovani imprese che puntano sull’innovazione e sull’ecosostenibilità. Elementi che, in un’economia sempre più terziarizzata, non possono essere ignorati. L’economia sta cambiando pelle da molti anni: sempre più terziario, servizi e turismo e sempre meno industria. Puntare sui settori in grado di creare nuova e buona occupazione è, quindi, una via obbligata”.

Chi sono i Giovani imprenditori di Confcommercio

Il Gruppo Nazionale dei Giovani Imprenditori nasce nel 1988 come rappresentanza di oltre 250.000 giovani operatori del Terziario. La base associativa del gruppo è infatti costituita dagli imprenditori “under 42” aderenti alla Confcommercio.

Presente in modo capillare, attraverso le strutture provinciali, in tutte le Regioni italiane, l’associazione riunisce più di 130 categorie appartenenti ai diversi settori di commercio, turismo, servizi, piccole e medie imprese e professionisti associati a Confcommercio.

Nello specifico il 50% degli associati opera nel commercio, il 30% nei servizi e l’ultimo, ma non meno significativo, 20% nel turismo. Circa la metà degli under 42 di Confcommercio è imprenditore di prima generazione e ha fondato da sé la propria azienda.

Obiettivi

Il Gruppo, orientato allo sviluppo delle imprese e delle attività professionali nel sistema economico, si prefigge di:

  • promuovere la formazione imprenditoriale e la promozione culturale degli imprenditori associati e degli addetti ai settori rappresentati, anche mediante la costituzione o la partecipazione ad appositi organismi;
  • rappresentare gli interessi complessivi degli associati, in armonia con le Organizzazioni territoriali e di categoria del Sistema;
  • favorire lo sviluppo delle strutture economiche anche attraverso forme di collaborazione o associazionismo fra le imprese e tra i soggetti rappresentati;
  • assistere e coordinare gli aderenti nelle attività di tutela e promozione delle imprese e dei soggetti associati secondo i rispettivi ambiti di competenza;
  • operare per il miglioramento strutturale dei Gruppi riconosciuti in modo da favorirne l’efficienza e lo sviluppo;
  • organizzare, direttamente o indirettamente, ricerche e studi, momenti di confronto pubblico, forum, seminari di studio e iniziative similari su temi economici e sociali e su istituzioni di generale interesse, nazionale, europeo e internazionale;
  • concorrere a promuovere processi di ammodernamento delle pubbliche amministrazioni idonei a consentire lo sviluppo del sistema economico nazionale e, in particolare, delle imprese e dei soggetti rappresentati.

 

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