Investimenti pubblici per sviluppo economia

L'intervento del Governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, al 64° Convegno di Studi Amministrativi tenutosi a Villa Monastero di Varenna

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Al 64° Convegno di Studi Amministrativi tenutosi a Villa Monastero di Varenna, il Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco è intervenuto con una disamina sul tema “Investimenti pubblici per lo sviluppo dell’economia”

I passaggi salienti del testo (che potete trovare qui nella sua versione integrale) possono essere così riassunti:

1) Aumentare gli investimenti pubblici può avere effetti positivi sul livello dell’ attività economica nel breve periodo e incidere sul potenziale di crescita nel più lungo termine.

2) L’effetto di breve periodo (il moltiplicatore) può essere tanto forte da consentire una riduzione del rapporto tra debito e PIL solo se sono rispettate delle condizioni importanti che non possiamo prendere per scontate. Servono rapidità ed efficienza negli interventi, bisogna evitare di determinare aumenti dei tassi di interesse.

3) Senza l’aumento del potenziale di crescita la riduzione del rapporto tra debito e prodotto è temporanea. Ridurre l’avanzo primario, anche senza reazioni negative dei mercati, non è coerente con la riduzione del rapporto tra debito e prodotto.

4) Per accrescere il potenziale di crescita servono interventi in grado di agevolare l’adozione di nuove tecnologie e la riorganizzazione dei processi produttivi: il capitale pubblico non comprende solo le infrastrutture materiali, bisogna accrescere il patrimonio di conoscenze e competenze di cui dispone l’economia.

5) Non vanno sottovalutati i rischi di un aumento improduttivo del disavanzo che finirebbe col peggiorare le prospettive della finanza pubblica: ogni anno lo Stato deve collocare sui mercati 400 miliardi di debito pubblico; con una crisi di fiducia, il rapporto tra debito e prodotto potrebbe portarsi rapidamente su una traiettoria insostenibile.

6) Occorre migliorare la composizione della spesa pubblica a favore degli investimenti; migliorare la qualità degli investimenti (spendiamo più degli altri e abbiamo dotazioni peggiori); mantenere comunque le compatibilità di finanza pubblica.

Comunicato stampa

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