Florovivaisti: un “bouquet” di tradizioni, tecnologia e lavoro

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In Italia il settore del florovivaismo è composto per oltre due terzi della produzione di piante in vaso e dal vivaismo (alberi e arbusti), il resto sono fiori e fronde freschi recisi.

Nell’ultimo biennio ha mostrato lievissimi recuperi dal lato dei consumi (ma non della produzione) e più sostanziali segnali da parte della domanda dai mercati esteri. Dai dati del commercio estero elaborati da Ismea su fonte Istat emerge in termini di valore un aumento tendenziale complessivo del 10% dell’export, con ottime performance registrate da alberi e arbusti da esterno (+15,6%) e piante da interno (+9,3%) mentre le piante in vaso, che per tanti anni ha trainato l’economia del comparto, registrano un meno 2,6%.

Nel primo bimestre del 2018 la festa di San Valentino è stata ancora quella di punta, in relazione all’appeal che contraddistingue il fiore più richiesto: la rosa, seguito dall’orchidea e dalle composizioni miste.

In marzo il passaggio a giornate più piacevoli dal punto di vista climatico e l’avvicinarsi della Pasqua ha innalzato la richiesta a partire dalla terza settimana, mostrando aspettative elevate per la ricorrenza pasquale e le successive festività.

Il report ISMEA relativo al settore fiori e piante 2017 e primo mesi 2018 è consultabile qui

 

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