Confartigianato, il valore dei corpi intermedi

Il presidente Massetti: "La maggiore difficoltà, per noi dirigenti, è quella di credere davvero nel proprio ruolo, “convincendo” i colleghi a partecipare a iniziative nell’interesse di tutte le aziende"

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Contro un sentire politico e sociale ultimamente poco incline a riconoscere l’importanza delle associazioni di categoria, “ponte” tra gli interessi delle imprese e le istituzioni, si è alzata durante la 70^ edizione della Fiera di Orzinuovi la voce di Confartigianato, storica protagonista della manifestazione insieme alle organizzazioni agricole.

Con la conferenza “Confartigianato: utile alle imprese, utile all’Italia! Il ruolo della rappresentanza dei corpi intermedi”, l’associazione ha riunito l’anima del commercio e dell’artigianato bresciano per una riflessione sul presente e sul futuro dell’organizzazione di categoria che celebra quest’anno i suoi 70 anni di vita, proprio come la manifestazione orceana. E questo duplice compleanno non è un caso, come sottolineato dal sindaco di Orzinuovi, Andrea Ratti in apertura del convegno: “Confartigianato rappresenta da sempre un partner importante per la fiera, lo dimostrano le tante persone che vedo in platea. Siamo qui per celebrare gli artigiani di ieri, oggi e domani, di fondamentale importanza per la crescita non solo economica della nostra comunità. In fiera si mostrano le eccellenze, voi sicuramente ne siete parte, in tempi contrassegnati dalla spasmodica ricerca della rappresentanza diretta, alla quale serve rispondere adeguando stimoli e proposte”.

Sul ruolo della fiera nelle attività annuali dell’associazione si è soffermato anche Eugenio Massetti, presidente di Confartigianato Imprese Brescia e Lombardia orientale che ha voluto aggiungere una riflessione connessa al mondo politico. “La maggiore difficoltà, per noi dirigenti, è quella di credere davvero nel proprio ruolo, “convincendo” i colleghi a partecipare a iniziative nell’interesse di tutte le aziende, andando oltre il “tifo” per un partito o per un altro. Quando si tratta di politica – ha spiegato Massetti – ritengo importante ragionare insieme sulle proposte di volta in volta e valutare le migliori soluzioni per le imprese rappresentate da Confartigianato. C’è chi afferma che siamo superati, che il mercato del lavoro non necessita più di corpi intermedi. Noi rispondiamo continuando a partecipare anche alla festa della più piccola frazione della provincia, per difendere gli interessi degli artigiani approfondendo anche i temi scomodi. Per farlo, tuttavia, abbiamo bisogno che le imprese ci seguano”.

A Sandro Piccinato, segretario generale di Confartigianato Brescia, il compito di avviare il dibattito sul ruolo delle associazioni di categoria durante il quale Johnny Dotti, pedagogista e imprenditore sociale, ha offerto interessanti stimoli di natura sociologica. “Ricordo che la Costituzione italiana riconosce in più punti i corpi intermedi, in quanto focalizzata non solo sull’interesse individuale, ma anche sull’attività del cittadino nella famiglia, nell’associazione, nel vivere plurale. Veniamo da decenni di individualismo “spinto”, dove il sistema spingeva fortemente ad alimentare questa dimensione dell’“io guadagno” e “io acquisto”. Spirito oggi approdato alla disintermediazione, dove non è più possibile confrontarsi in modo costruttivo per il bene del Paese, alimentato dal capitalistico eco dell’”esisto perché consumo”. Ma la liturgia del nostro essere sociale non è solo consumo, si cercano nuove modalità esistenziali nel paradosso di un popolo costretto ad appoggiarsi invece a modalità di leadership fortemente narcisistiche. Qui entrano in gioco le rappresentanze, storicamente impegnate nella mediazione con sistemi politici figli del Novecento, oggi in crisi. Si scardinano le certezze alla base della forza dell’associazionismo, mentre i partiti subiscono profondi cambiamenti, generando mancanza di interlocutori e difficoltà nell’individuare il contributo da portare alla rigenerazione politica e comunitaria. Da chi è composta e a chi si rivolge, dunque, la comunità degli artigiani?”.

Provocazione immediatamente colta dal segretario nazionale di Confartigianato, Cesare Fumagalli, che ha spostato l’attenzione sul ruolo delle piccole imprese – e relativo peso sul Pil italiano – e sulla loro diversità, nella capillarità territoriale e merceologica da unire nella rappresentanza sindacale, difficile da conciliare in mancanza di corpi intermedi.

Il futuroha detto – è in mano alla forma italiana di piccola impresa capace di aggiornare le competenze anche in ottica di innovazione tecnologica, nell’era della globalizzazione, alla luce delle nuove tecnologie come l’e-commerce e soluzioni digitali. Confartigianato punta a rappresentare gli interessi di questi soggetti in una maniera che è difficile da supplire”. Fumagalli ha infine accennato alla nuova percezione della “verità” nell’epoca delle fake news e delle ricerche online. “Contro la disinformazione servono autorità, conoscenza e reputazione, fattori distintivi della qualità di un corpo intermedio oggi”.

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