Franciacorta, in raccolta le uve biologiche di Ronco Calino

In 12 ettari si producono oltre 70 mila bottiglie tra "bollicine" e fermi

Ferragosto tra i filari anche da Ronco Calino a Torbiato di Adro dove è in pieno svolgimento la vendemmia 2018 dei 12 ettari biologici dell’azienda di Paolo Radici, industriale bergamasco delle chimica.

Nonostante la posizione appartata dei nostri vigneti, che fa di noi i vendemmiatori più tardivi del territorio – sostiene Graziano Buffoli, responsabile di campagna, in una nota dell’azienda – i valori analitici di Chardonnay e Pinot Nero confermano che è ora di iniziare la raccolta. La vendemmia coinvolgerà 20 raccoglitori specializzati. Effettueremo vari passaggi nello stesso vigneto perché ogni parcella, poi vinificata separatamente e destinata a un diverso Franciacorta, sia perfettamente matura”.

Sul fronte qualitativo, riporta ancora la nota, le aspettative sono alte nonostante una grandinata abbia causato a giugno una perdita quantitativa del 25%: lo stato sanitario delle uve e i valori analitici lasciano sperare in un grande Franciacorta Millesimato 2018.

Storica dimora di Arturo Benedetti Michelangeli

Ronco Calino è stata creata in quella che fu la dimora franciacortina di Arturo Benedetti Michelangeli, indiscusso genio pianistico del XX secolo. Nella cantina, edificata nel 2000, vengono prodotte 70 mila bottiglie tra Franciacorta (6 etichette) e Curtefranca (3) con la prospettiva di raggiungere le 90 mila bottiglie entro il 2020. Ad oggi l’export raggiunge circa il 30% della produzione, contro una media dell’intero territorio del 12%.

RadiciGroup

La RadiciGroup, 70 anni di storia alle spalle con unità produttive distribuite tra Europa, Americhe e Asia, fu fondata da Pietro Radici affiancato in seguito dal figlio Gianni, padre oltre che di Paolo, di Angelo, Maurizio e Fausto (il noto sciatore scomparso nell’aprile 2002). Nel 2017 il Gruppo ha fissato l’asticella del fatturato a quota 1.147 milioni di euro con ricavi per 81 milioni. L’industria manifatturiera di Gandino, nella Bergamasca, è produttrice leader a livello mondiale di poliammidi, fibre sintetiche e tecnopolimeri.

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