Guido Berlucchi, partita la vendemmia 2018 del Franciacorta

L'azienda di Borgonato stima un più 10-15% nella produzione

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La Guido Berlucchi ha dato il via in Franciacorta alla vendemmia 2018 non con una cerimonia particolare ma molto simbolica: con la raccolta dei primi grappoli di Pinot nero nell’antico appezzamento cintato da mura proprio davanti all’ingresso della cantina. Condizioni climatiche e atmosferiche ottimali hanno permesso alle vigne di superare il trauma dell’aprile 2017 con quella “notte gelata” (uno sbalzo termico che la gente del posto non ricordava da 60 anni) che uccise letteralmente quasi il 50% della produzione portando la Guido Berlucchi a ricorrere alle riserve di cantina per soddisfare gli ordini. Il paziente e sapiente lavoro di potatura che ne è seguito ha così risollevato le sorti dei vigneti portandoli a produrre oggi, come dice l’ad Arturo Ziliani (nella foto sotto con l’assessore Rolfi, sulla destra) “uva bella, di quantità, sana. Al momento possiamo dire che si prospetta un’annata positiva”. Ziliani stima un incremento del 10-15% sugli standard aziendali che nei circa 500 ettari in produzione si attestano annualmente attorno ai 110-115 quintali per ettaro.

Viticoltura biologica

Il “bio” in Berlucchi è vicino alla totalità ma è una pratica che ha un buon appeal anche per il “Consorzio per la tutela del Franciacorta”: nelle 117 aziende produttrici e tra i circa 130 viticoltori ad esse legati la produzione bio ha raggiunto il 70% delle uve.

L’assessore regionale all’Agricoltura, Fabio Rolfi, in proposito ha ricordato come la Regione “abbia stanziato nei mesi scorsi 6 milioni di euro rivolti alle imprese agricole che si trovano nelle zone di produzione dei vini a denominazione di origine o a indicazione geografica. Grazie a questi fondi finanziamo la riconversione, anche mediante il sovrainnesto, una diversa collocazione o il reimpianto di vigneti e il miglioramento delle tecniche di gestione dei vigneti”.

L’export del Franciacorta e dei vini lombardi

La raccolta dei primi grappoli in Franciacorta (per la verità iniziata il 7 agosto nei vigneti del versante sud del Monte Orfano, dove per tradizione la vendemmia di Chardonnay, Pinot nero e Pinot bianco è anticipata rispetto alle zone centrali grazie al particolare microclima che le contraddistingue) è stata l’occasione per fare il punto sull’export del Franciacorta e sulle iniziative di Regione Lombardia per la promozione dei vini lombardi. Il 12% del Franciacorta viene venduto sui mercati esteri. “Ad oggi – dice Ziliani, componente del cda del Consorzio – i principali sono Giappone, Stati Uniti, Germania, Svizzera e Belgio. Ma l’intenzione è quella di cercare nuovi sbocchi, promuovendolo insieme al suo territorio”. Nel 2017 i vini lombardi, nel loro complesso, hanno fatto registrare il record storico di esportazioni, con un valore di 270.360.000 euro e un incremento del 4,2% sul 2016.

OCM vino: 3,8 milioni dalla Regione

L’assessore ha colto l’occasione per annunciare “una misura molto attesa dalle aziende vitivinicole lombarde: l’Ocm vino (regolamentazione unica dell’Unione Europea). Regione Lombardia mette a disposizione 3,8 milioni di euro per progetti, anche interregionali, di promozione dei vini lombardi sui mercati internazionali, dando priorità per gli stanziamenti a consorzi e aggregazioni di piccole medie imprese”.

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